Dieci anni tra vita e lavoro
di Elisa Giuseppin e Maura De Bon – FAI nel 2015 è stata la prima organizzazione in Friuli Venezia Giulia ad aderire alla certificazione Family Audit. Il FA è uno strumento manageriale che certifica la società nel proprio impegno per l’adozione di misure volte a favorire la conciliazione vita e lavoro, le pari opportunità e più in generale il benessere organizzativo. Il marchio dello standard Family Audit è di proprietà della Provincia autonoma di Trento che svolge il ruolo di Ente di certificazione.
Le misure costruite negli anni dalla cooperativa per le socie e i soci sono diverse: permessi aggiuntivi rispetto a quelli del CCNL delle cooperative sociali, flessibilità lavorativa e job rotation, concessioni di part time, periodi di ferie lunghi per i rientri nel Paese d’origine delle socie/i straniere/i, banca ore, servizi di punto verde e people caring.
Nel 2025 la cooperativa ha avviato il primo anno del secondo processo di consolidamento che ha previsto, come da nuove Linee Guida Family Audit, che le organizzazioni certificate somministrino un questionario allo scopo di rilevare, direttamente attraverso le persone occupate, i bisogni di conciliazione vita e lavoro, di pari opportunità e, più in generale, relativi al benessere nei luoghi di lavoro, nonché l’impatto e il livello di soddisfazione per le azioni attivate.
La survey è stata somministrata alle socie e i soci FAI tra giugno ed agosto 2025 ottenendo un tasso di risposta del 43%. Si riportano di seguito i dati principali emersi dall’indagine.
L’anagrafica delle rispondenti rivela una componente femminile al 90,4%, di cui il 44,7% ha figlie/i, il 51% in età scolare (6-16) e il 32,6% in età prescolare (0-5 anni), il 32% dichiara di avere altri familiari di cui si occupa.
Per l’area organizzazione del lavoro/più agile, risulta lavorare part/time il 53,4%, mentre usufruisce di almeno una forma di flessibilità il 64,8% delle persone rispondenti, circa la metà dichiara che è facile prendere permessi (il 29% dichiara che è complicato) e prendere ferie compatibili con quelle dei familiari (mentre circa 1/3 ha difficoltà).
Tenendo conto delle persone che hanno figlie/i, l’orario di lavoro è compatibile con il seguire le/i figlie/i nelle attività scolastiche per il 78,2% e per il 76,4 in quelle extra scolastiche. E’ inoltre compatibile per il 71,6% delle persone che hanno carichi di cura in generale (persone anziane etc.) e per il 79,8% per chi deve gestire la casa. Il 79,2% dichiara che il proprio orario lavorativo è compatibile con il prendersi in carico la propria salute.
Complessivamente 76,76% ritiene che orari di lavoro e impegni personali e familiari si conciliano bene. In linea generale i luoghi di lavoro risultano confortevoli soprattutto se si considerano le caratteristiche e la varietà dei servizi gestiti dalla cooperativa.
Per quanto riguarda i processi di lavoro i compiti sono assegnati in modo chiaro (84,9%) c’è confronto con le figure di riferimento (84,5%) e con il proprio gruppo di lavoro (78,5%), riunioni e incontri sono organizzati in orari comodi (71,2%) e le persone sono valutate con criteri conosciuti (71,3%), le attività e le scadenze sono programmate con adeguato anticipo (67,6%) e le persone sono informate sui criteri di selezione.
Per quanto concerne l’area della cultura aziendale, il 77,7% dichiara di avere fiducia nella direzione, una larga maggioranza considera il lavoro in modo equo, che i conflitti sono risolti in modo positivo, che essere giovani non è penalizzante e che l’esperienza e l’anzianità di servizio sono valorizzate, c’è rispetto per le attività del tempo libero e soprattutto chi ha ruoli di responsabilità prende in considerazione i bisogni di conciliazione delle persone. Per quanto riguarda lo sviluppo del personale le persone ritengono di avere le competenze necessarie per lavorare in maniera autonoma (91,3%), di ricevere una formazione adeguata al lavoro che svolge (79%), le persone si dividono in maniera paritaria rispetto alla percezione di avere prospettive di avanzamento della carriera (34,7%). Infine circa una persona su due ritiene di non ricevere uno stipendio adeguato. Nel complesso il clima organizzativo risulta soleggiato per il 44,3% e parzialmente nuvoloso per il 36,5%.
Le informazioni raccolte per il macro ambito parità di genere sono complessivamente positive. il 74,4% è d’accordo che donne e uomini hanno le stesse opportunità, a fronte di un 11,2 % che non è d’accordo e un 14,4 % che si dichiara né in accordo né in disaccordo. Il 70,1% conviene che viene fatta formazione sulla parità di genere, contro un 11,4% che pensa il contrario e un 18,5% che non prende posizione.
Non ci sono differenze nelle prospettive di carriera di donne e uomini per il 68,9%, non si sbilancia il 20,1% mentre non è d’accordo l’11%. Per quanto riguarda la retribuzione il 67,6% ritiene che a parità di lavoro non ci sono differenze di paga tra uomini e donne, mentre l’8,6% non è d’accordo e il 23,8% non si sbilancia.
Per quanto riguarda la genitorialità il 63,7% ritiene che ci siano meccanismi di protezione al lavoro in maternità, il 5,7% è in disaccordo mentre il 30,7% non propende per nessuno dei due. Il 55,3% pensa che non ci siano ostacoli all’utilizzo del congedo parentale per i padri, contro il 4,5% che ritiene che ci siano, e ben il 40,2 % non si sbilancia. Infine, avere figli o altri familiari di cui occuparsi non è un ostacolo per il 55,2%, lo è per l’11,8%, non prende posizione una persona su tre.
Rispetto alla tutela in caso di mobbing, discriminazioni e molestie in caso di mobbing le persone si sentono tutelate nel 64,8%, non si sentono tali il 14,2%, non lo sanno un 17,4%.
Nel caso delle discriminazioni le percentuali sono rispettivamente un 65,3% di persone che si sentono tutelate, 15,1% non si sentono tali, e il 15,5 % non sanno. Infine si sentono tutelate in caso di molestie il 64,4% delle persone, non si sentono tali il 10% e non lo sa il 20,1%.
Rispetto al macro ambito del welfare territoriale, la reputazione della cooperativa risulta positiva (77,6%). Il 79,9% delle persone è orgogliosa/o di lavorare per essa, nel 72,6% dei casi la ritiene fedele e coerente rispetto ai valori che dichiara e il 74% delle persone ne condivide gli obiettivi e i lavori.
Per quanto riguarda l’impatto della cooperativa sul territorio di riferimento si rileva che dal punto di vista economico è positivo per il 75,5% delle persone coinvolte nell’indagine, simile dal punto di vista ambientale 75,7%, mentre il dato sale decisamente per quanto riguarda l’impatto sociale che arriva all’86,6%.
Rispetto al macro ambito della comunicazione le persone coinvolte nella survey hanno dichiarato che è facile trovare le informazioni di cui si ha bisogno nell’81,2% dei casi; che sono organizzati periodicamente incontri informativi e di coordinamento nel 70,3% e che viene comunicato e valorizzato il lavoro individuale nel 59,4% dei casi. Il 62,1% è d’accordo che le opportunità di aggiornamento e crescita professionale sono comunicate in modo chiaro, questo vale nel 69,7% dei casi anche per le iniziative aziendali, le difficoltà sono riportate adeguatamente ai livelli superiori per il 75% delle persone coinvolte nella survey e per il 78,7% è favorito un linguaggio inclusivo e rispettoso delle diversità. In merito alla comunicazione esterna il 91,3% ritiene che l’organizzazione comunica all’esterno le proprie attività in modo adeguato le proprie attività.
Rispetto al welfare aziendale alla richiesta su quali aree è importante che FAI investa, le persone che hanno partecipato alla survey hanno indicato come prima scelta l’integrazione (58,9%) dello stipendio e seconda scelta convenzioni e sconti (18,7%).
Rispetto alle misure di conciliazione messe in atto la prima misura esaminata è la flessibilità che risulta conosciuta dal 66,7% delle persone coinvolte, di queste il 72,6% la ritiene compatibile con il proprio lavoro e l’ha usata nel 77,4%. La quasi totalità dichiara che è stato facile accedervi e che ne è soddisfatta (97,5%). In generale il 78,1% ritiene che la misura è stata apprezzata all’interno dell’organizzazione. La job rotation è conosciuta dal 47,5% delle persone rispondenti, di queste il 68,3 % la ritiene utilizzabile nel proprio tipo di lavoro e il 57,7% ne ha usufruito. Anche in questi casi l’accesso è stato piuttosto facile (93,3%) e anche il grado di soddisfazione è molto elevato (96,7%). Infine il 76% ritiene che la misura sia stata apprezzata all’interno della cooperativa.
La terza misura considerata sono i congedi neo papà che sono conosciuti dal 31,2 % delle persone rispondenti, che per il 60,3% li considera utilizzabili nel proprio lavoro, considerando che la componente maschile è limitata nella cooperativa è coerente che solo il 7,3% abbia utilizzato tale opportunità, ritenendo facile accedervi e dichiarando soddisfazione nel 100% dei casi.
Il 66,6% delle persone che conoscono la misura ritiene che sia apprezzata all’interno della cooperativa. Infine la guida sulla conciliazione risulta conosciuta da un terzo delle persone partecipanti alla survey, quasi al 70% la ritiene utilizzabile per il proprio lavoro, il 71,4% ne ha usufruito, l’accesso è risultato facile per il 94,5% delle persone, mentre la soddisfazione riguarda il 100% delle persone che ne hanno usufruito, la misura è stata apprezzata all’interno di FAI per il 69,9 % dei/delle rispondenti.
Nel complesso i risultati possono essere ritenuti positivi, rimane l’attenzione di FAI ad approfondire e trovare soluzioni nelle situazioni risultanti più complesse.
Lo scorso marzo FAI ha superato con esito positivo l’audit annuale relativo al primo anno del ciclo di consolidamento della certificazione, confermando la validità del nuovo piano aziendale e garantendo la continuità del processo.