In viaggio per l’Europa

di Irene Zaghet educatrice HUB 381 Viale Dante – A gennaio 2026 ho preso parte all’evento finale del progetto E-Locum, svoltosi a Bruxelles, un’iniziativa nata con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sul tema della migrazione. È stato un momento significativo, pensato per dare voce al lavoro svolto da ragazzi provenienti da diversi Paesi –tra cui Romania, Slovenia, Grecia e Spagna– che, attraverso camp e focus group, hanno elaborato un documento condiviso. Al centro delle riflessioni: il ruolo delle autorità locali, dei media, del sistema educativo e delle organizzazioni giovanili. Il viaggio è iniziato il 28 gennaio, quando siamo partiti dall’aeroporto di Venezia diretti verso la capitale belga. Con me c’erano tre giovani che avevano già preso parte ad altri laboratori del progetto, pronti a vivere questa nuova esperienza. Una volta arrivati a Bruxelles, nel pomeriggio abbiamo raggiunto La Kop, uno spazio di lavoro e studio condiviso, dove abbiamo ritrovato alcuni compagni di percorso e ascoltato la testimonianza di un gruppo di giovani attivi in un centro sociale nel cuore della città. La serata, dopo cena, si è trasformata in un’occasione preziosa per conoscersi meglio, intrecciare storie e iniziare a scoprire Bruxelles con occhi curiosi. La mattina del 29 gennaio è stata dedicata alla conferenza finale. In quell’occasione, i ragazzi hanno presentato il documento frutto del loro lavoro, aprendo anche una riflessione concreta sulle azioni che ciascuno di noi può intraprendere oggi, con uno sguardo rivolto al futuro. Terminato l’incontro, abbiamo visitato il Parlamentarium, uno spazio immersivo che racconta la storia dell’Unione Europea attraverso immagini, documenti ed esperienze interattive, offrendo nuovi spunti di comprensione e dialogo. L’ultimo giorno ci ha portati al FOYER VZW, un centro sociale impegnato da anni nella promozione dell’inclusione attraverso percorsi educativi. Poco distante, abbiamo visitato il museo della migrazione, un luogo capace di restituire voce e profondità a storie personali provenienti da ogni parte del mondo. È stata un’esperienza intensa, che ci ha permesso di entrare in contatto diretto con vissuti autentici e spesso complessi. Il momento conclusivo, condiviso in un clima conviviale, ha rappresentato la chiusura di un viaggio non solo geografico, ma soprattutto umano. Ci siamo salutati con l’augurio che iniziative come questa possano continuare a esistere e a coinvolgere sempre più giovani. Ciò che più resta di questa esperienza è l’entusiasmo dei ragazzi, la loro capacità di proporre idee e visioni, e soprattutto quella contaminazione sociale che nasce dall’incontro tra culture, storie ed esperienze diverse. È proprio questo scambio, autentico e inevitabile, ad aver reso il viaggio così significativo.