Assessora, che segnale lancia l’apertura di FAI4MOM alla città? Questo progetto rappresenta un modello e una direzione precisa: partiamo dall’idea che la maternità non sia un limite, ma una risorsa che genera competenze, relazioni e valore per l’intera collettività. Dobbiamo riconoscere il lavoro di cura come componente essenziale del capitale sociale ed economico della città.
In che modo queste iniziative possono cambiare il mercato del lavoro? Iniziative come queste mostrano come il welfare aziendale possa diventare generativo, creando quel ponte necessario tra i bisogni delle famiglie e i servizi educativi. Investire nei primi mille giorni di vita di un bambino è una scelta lungimirante che sostiene non solo le madri, ma il futuro dell’intera comunità.
Qual è il ruolo dell’Amministrazione in questo ecosistema? Crediamo che il benessere passi dalla capacità di fare rete tra istituzioni, cooperazione e famiglie. Politiche di conciliazione efficaci nascono da un ecosistema che costruisce risposte concrete. Questa inaugurazione è un passo avanti verso pari opportunità reali, capaci di incidere sui percorsi lavorativi e sulla piena partecipazione delle donne.